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Recuperi e restauri in Palazzo d’Avalos a Vasto

Quaderni a cura  della Soprindentenza ai beni storici artistici dell’Abruzzo

Imponente nella sua mole monolitica che rivela  l’origine d dimora nobiliare fortificata, ingentilita da giardini e da terrazzi rivolti al mare, Palazzo d’Avalos a Vasto è un complesso monumentale di non trascurabile importanza, ancora oggi strategico nella nuova funzione di polo culturale, museo di se stesso ma anche eccezionale contenitore di testimonianze storico artistiche, a vantaggio di un’offerta turistica di qualità.
Grazie alle enormi potenzialità di questa struttura polifunzionale, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sin dagli anni Novanta ha investito importanti risorse, finanziando i progetti di recupero e tutela. E’ stata così definitivamente sancita la vocazione museale di Palazzo d’Avalos.
Negli ultimi cinque anni, in particolare la Soprintendenza BSAE dell’Abruzzo ha fatto la sua parte dedicando attenzione al recupero e al restauro di ulteriori testimonianze appartenenti alle raccolte vastesi, dai disegni ai dipinti della collezione Ricci-Monteferrante, fino alla decorazione di una volta dipinta a tempera, ottimizzando le risorse ministeriali già stanziate sia per la tutela che per la valorizzazione. Molte sono le novità che si propongono in questo quaderno, grazie agli esiti delle accurate ricerche compiute da vari studiosi per inquadrare meglio anche le selle, la portantina e gli arredi liturgici qui proposti per la prima volta con un’approfondita lettura che considera gli antichi inventari. Egualmente vengono presi in esame i prestigiosi arazzi del Museo di Capodimonte, i cui dettagli riprodotti su vetro hanno un ruolo fondamentale nell’evocare i Fasti d’Avalos, nella sala inaugurata nel dicembre 2012. Non può essere ignorato difatti che Negli stessi anni in cui il marchese del Vasto e il marchese di Pescara combattevano nella Battaglia di Pavia, schierati dalla parte del vincitore Carlo V, il conte Enrico Pandone faceva illustrare i cavalli di razza del suo allevamento con una particolare tecnica a rilievo sulle pareti dei salonidel Castello di Venafro. Ancora oggi dalle iscrizioni sottostanti si apprendono le notizie relative a questa straordinaria sequenza di purosangue; apre il ciclo il cavallo battezzato San Giorgio, donato da Pandone proprio a Carlo V nel 1522, a suggello delle proprie relazioni con l’autorità imperiale, prima del fatale cambio a favore dello schieramento francese.

a cura di Lucia Arbace

 

Prezzo di copertina 16, 00 euro

Gennaio 2015

ISBN 978-88-97131-12-0