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Accademia Nazionale dei Lincei  Palazzo Corsini, Via della Lungara, 10 – Roma

Venerdì 13 marzo 2009 alle ore 16,30

 

I Corali Miniati di Guardiagrele

dallo studio al recupero, i risultati straordinari di una collaborazione

Giornata dedicata al percorso di studi e allo straordinario ritrovamento di due preziosi antifonari miniati

 

Due preziosi corali recuperati

interventi

Generale Giovanni Nistri, comandante del Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale

Professor Mario Palmerio, sindaco di Guardiagrele

 

Lavori a Guardiagrele

interventi

Professoressa Maria Andaloro, Preside della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali,

Università della Tuscia di Viterbo

professoressa Marina Righetti, direttore del Dipartimento di Storia dell’Arte

Sapienza Università di Roma

 

Presiede e coordina il professor Antonio Cadei, socio linceo.

 

Due preziosi corali recuperati

I due splendidi corali recentemente recuperati dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Genova furono sottratti, insieme ad altri sei codici e alla croce d’argento di Nicola da Guardiagrele, nella notte tra il 12 ed il 13 settembre 1979, dalla chiesa collegiata di Santa Maria Maggiore di Guardiagrele, istituzione per la quale furono realizzati nel 1333.

 

Di questi antichi e rari manoscritti su pergamena, di eccezionale interesse storico e artistico, con decorazioni pittoriche tra le migliori espressioni dell’arte della miniatura abruzzese di quel secolo, contenenti preghiere e canti per le celebrazioni liturgiche, se ne occupò brevemente Giorgia Corso nel 2004 in un saggio della monografia dedicata alla collegiata di Guardiagrele, a cura di Pio Francesco Pistilli. Subito dopo, la stessa studiosa ha intrapreso una ricerca più approfondita, giungendo a ricostruire l’aspetto dei codici grazie alle campagne fotografiche (esclusivamente in bianco e nero) e alle catalogazioni della Soprintendenza, nonché dalle descrizioni e dalle illustrazioni di alcuni scritti pubblicati prima del furto. Lo studio, promosso dal Comune di Guardiagrele nella persona dell’attuale sindaco Mario Palmerio insieme al Dipartimento di Storia dell’Arte Medievale dell’Università “La Sapienza” di Roma, dal titolo I Manoscritti Miniati di Santa Maria Maggiore a Guardiagrele, è stato pubblicato nel 2006 nella collana di studi Mezzogiorno Medievale, Edizioni Zip.

Tutto il materiale fotografico finalizzato alla pubblicazione è stato tempestivamente consegnato per l’immissione nella Banca Dati delle opere scomparse del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma. In quel periodo il Nucleo Carabinieri TPC di Genova, nello svolgimento di una propria attività investigativa, aveva posto l’attenzione su una biblioteca privata di circa 400.000 volumi, con un nucleo di 40.000  edizioni definito “Collezione Spiritualistica”. Grazie alla paziente e meticolosa ricostruzione di ogni singolo dettaglio (le singolari figure antropomorfe, i particolari degli incipit, eccetera) e malgrado le innumerevoli difficoltà (la scarsa definizione delle immagini in bianco e nero precedenti al 1950, il problematico confronto con una mole di illustrazioni di scene sacre, capilettera, cornici ornate e molto altro; la complessa analisi dei volumi), gli investigatori riuscivano a  individuare un Graduale e  un Antifonario (ovvero un codice di testo e musiche di 235 fogli e un secondo codice ricco di miniature di  226 fogli), entrambi integri e in ottimo stato di conservazione.  Un recupero eccezionale anche dal punto di vista della quantità dei fogli integri (461 in totale), forse il ritrovamento più corposo finora effettuato di manoscritti ascrivibili a quell’epoca.

 

Lavori a Guardiagrele

La seconda sezione della manifestazione prevede la presentazione della collana di studi Mezzogiorno Medievale  a cura di Pio Francesco Pistilli.

Una vera novità nel campo della ricerca scientifica, sia per dare voce alle nuove leve, offrendo loro un terreno di ricerca insidioso e al contempo affascinante, quale il Meridione d’Italia, che per la capacità di superare gli steccati della storia dell’arte tradizionale e far interagire le diverse metodologia di studio.

In quest’ambito sarà presentata l’ultima impresa editoriale della collana. gli atti del convegno tenutosi a Guardiagrele e Chieti dal 9 all’11 novembre del 2006 a cura di Pio Francesco Pistilli, Francesca Manzari, Gaetano Curzi

La quinta pubblicazione della collana Mezzogiorno Medievale, edizioni Zip, dal titolo

Universitates e baronie. Arte e architettura in Abruzzo e nel regno al tempo dei Durazzo consta di due volumi di testo (per un totale di 720 pagine) che contengono 35 interventi, dedicati a temi legati alla produzione artistica nell’Italia centromeridionale  tra la fine del XIV secolo all’inizio del XV e un terzo volume di immagini, un Atlante fotografico appunto, che riporta le emergenze più significative nel corpus della produzione figurativa del periodo in esame con 25 campagne fotografiche appositamente realizzate.

 

I contributi spaziano dall’architettura, all’urbanistica, alla scultura, alla pittura, ma anche all’oreficeria e alla miniatura. Il gruppo di lavoro all’origine di questo progetto – curato da tre studiosi, formatisi alla scuola romana di Angiola Maria Romanini e Antonio Cadei – è composto da storici  della Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte dell’Università di Roma “Sapienza”, diretta da Marina Righetti insieme a numerosi studiosi di altra formazione e provenienza.

 

Le estese campagne fotografiche che hanno fornito i materiali di studio necessari per la preparazione del convegno sono in gran parte confluite nell’Atlante fotografico, che chiude la pubblicazione. Si tratta di un volume dedicato ai principali contesti figurativi esaminati nel corso degli Atti e presenta una sua autonomia rispetto ai volumi di testo,  poiché il materiale non costituisce una mera illustrazione dei testi, ma è presentato mantenendo integri i nuclei di opere legate ai diversi luoghi di conservazione.